MILANO, 12 febbraio 2026 - Come gestire il delicato rapporto fra intelligenza artificiale, etica e movimento olimpico? Come essere responsabili nell’uso delle tecnologie, mantenendo salda l’educazione ai valori olimpici e sfruttando al tempo stesso l’IA nella ricerca, nella formazione e nell’innovazione sportiva?
Sono questi i quesiti al centro del Simposio Internazionale “Valori Olimpici e Intelligenza Artificiale”, ospitato a Palazzo Lombardia in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.
L’evento è stato promosso dal Panathlon International insieme alla International Society of Olympic Historians, al International Pierre de Coubertin Committee e al International Fair Play Committee, realtà impegnate nella diffusione della cultura olimpica e dei suoi principi fondanti.
A moderare i lavori è stato Gary Rhodes (California State University, Dominguez Hills), in una giornata articolata in tre panel tematici:
• Scintille di olimpismo: “accendere il futuro con Coubertin, l'intelligenza artificiale e l'educazione ai valori olimpici”
• Intelligenza artificiale etica e responsabile
• Preservare il passato, potenziare il futuro: l'intelligenza artificiale e la diffusione pubblica del patrimonio olimpico
Esperti internazionali hanno condiviso visioni strategiche e buone pratiche, con il prezioso contributo dei Responsabili del Dipartimento IA e del settore Etica e Conformità del CIO, dando vita a un confronto concreto e qualificato tra innovazione tecnologica e responsabilità istituzionale.
L’elemento umano resta centrale
Un concetto ha attraversato trasversalmente tutti gli interventi: l’IA non deve sostituire l’atleta, ma amplificare equità, inclusione e personalizzazione.
Anche in sport popolari come il calcio, il modello più realistico resta quello ibrido: arbitri umani supportati da sistemi intelligenti, in grado di garantire oggettività senza sacrificare l’emozione e l’imprevedibilità del gioco.
L’Olimpismo sia una visione educativa senza tempo, mentre la tecnologia è uno strumento temporaneo che va guidato con responsabilità.
La sfida della nostra generazione, è stato sottolineato in chiusura, è assicurare che Eccellenza, Amicizia e Rispetto restino la bussola capace di orientare l’innovazione.
“L’IA nello sport non sostituisce l’atleta, ma amplifica equità, inclusione e personalizzazione, mantenendo sempre al centro l’elemento umano.”
Per Milano Cortina 2026, il messaggio è chiaro: il futuro dello sport sarà intelligente, ma dovrà restare profondamente umano.
L’evento è stato inserito nell’ambito delle iniziative Culturali di Fondazione Milano Cortina 2026
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