In occasione dell’Assemblea delle Socie della FIDAPA BPW Italy – Distretto Sicilia, svoltasi il 12 settembre 2026 ad Aci Castello, è stato sottoscritto il secondo dei tre importanti Protocolli d’Intesa promossi dal Distretto.
Il Protocollo, nato nell’ambito della progettualità della FIDAPA BPW Italy – Distretto Sicilia e sviluppato con il contributo della Presidente della Sezione di Agrigento, Antonella Attanasio, è stato sottoscritto dalla Presidente distrettuale Ina Di Figlia e dal Governatore del Panathlon International – Distretto Italia, Area 9 Sicilia, Ludovico Magaudda.
L’accordo regionale è finalizzato all’adozione, alla divulgazione e all’attuazione della “Carta dei Diritti delle Donne nello Sport” in tutto il territorio siciliano.
Il Protocollo nasce dalla volontà di abbattere le barriere culturali, economiche e sociali che ancora limitano la piena partecipazione femminile nel mondo dello sport.
FIDAPA e Panathlon uniscono così le proprie reti territoriali per promuovere:
pari accesso alla pratica sportiva e alle opportunità formative;
ambienti sicuri, liberi da molestie, abusi e violenza;
maggiore presenza femminile nei ruoli dirigenziali e decisionali;
riconoscimento del merito e pari visibilità alle competizioni femminili;
tutela della salute e della maternità;
parità economica nei premi e nelle opportunità professionali;
inclusione e valorizzazione di ogni diversità.
La collaborazione prevede campagne nelle scuole e nelle università, iniziative pubbliche, attività formative, una comunicazione digitale condivisa e il coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà sportive locali.
Particolare rilievo avrà anche la valorizzazione delle atlete, delle tecniche, delle dirigenti e delle giornaliste sportive siciliane che, attraverso il proprio impegno, rappresentano modelli positivi per le nuove generazioni.
Un accordo che riconosce lo sport non soltanto come attività motoria, ma come autentico strumento di emancipazione, benessere, crescita professionale, inclusione ed empowerment femminile.
Perché nello sport, come nella vita, il talento non ha genere e ogni donna deve poter partecipare, competere e guidare in condizioni di piena dignità e sicurezza.
