Una conviviale che resterà negli annali del Panathlon Club e della città di Chiavari. Sabato 20 settembre, presso l’Hotel Monterosa, si è svolto un evento straordinario all’insegna dello sport, dei suoi valori più autentici e della memoria condivisa di grandi imprese ciclistiche.
A rendere speciale la giornata, un tavolo d’onore di altissimo livello: accanto ad Antonio Micillo, Presidente del CONI Liguria, era presente una vera leggenda del ciclismo mondiale, Francesco Moser, straordinario campione e simbolo di un’epoca dorata dello sport italiano. Con lui, Mara Mosole, ex campionessa italiana e partecipante ai Campionati del Mondo su strada e al Tour de France, Vittorio Podestà, super campione paralimpico di handbike e simbolo vivente dei valori più profondi dello sport e Massimo Lagomarsino, giornalista e memoria storica del ciclismo ligure, che ha saputo arricchire l’incontro con racconti e aneddoti carichi di significato.
A completare il tavolo degli ospiti, il padre di Vittorio Podestà, presente anche in rappresentanza degli storici tifosi di Moser – quelli che ancora ricordano ogni tappa, ogni cronometro, ogni vittoria. La conviviale si è trasformata in un appassionante viaggio tra emozioni e ricordi. Francesco Moser ha parlato senza filtri, con la schiettezza e la trasparenza che lo hanno sempre contraddistinto, regalando al pubblico storie inedite, aneddoti di corsa e riflessioni sul mondo del ciclismo di ieri e di oggi. Ha voluto sottolineare anche il valore delle biciclette a pedalata assistita, che a suo avviso rappresentano una nuova, entusiasmante opportunità per vivere lo sport con passione e salute, a tutte le età. Il momento clou della giornata è stato senza dubbio la stretta di mano tra Vittorio Podestà e Francesco Moser: un gesto simbolico, profondo, carico di emozione. Podestà, che da ragazzo era un accanito tifoso di Moser grazie alla passione tramandata dal padre, ha condiviso con tutti i presenti un momento di commozione vera, che racchiude perfettamente lo spirito del Panathlon: celebrare i valori dello sport, del rispetto, del ricordo e del legame tra generazioni. Chi era presente ha potuto vivere un’esperienza autentica e preziosa; chi non c’era potrà almeno conservare una fotografia già destinata alla storia: due campioni veri, due uomini uniti dallo sport e da una passione senza tempo.