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RICORDO DI DOMENICO CHIESA

Il cofondatore del Panathlon, e suo visionario appassionato esponente per quarantatré anni, ci lasciò il 19 Novembre 1994. Nella ricorrenza dei tre trent’anni da quel lutto che colpì tutto il mondo Panathletico, ci piace ricordarlo con deferenza per i grandi meriti di panathleta. 

Nel n. 1/1995 della Rivista Panathlon International, Antonio Spallino ne tracciò un commosso ricordo: con affetto e “vigilanza della riflessione”, il Presidente internazionale scrisse de “la grandissima discrezione [della persona che]  nel guscio custodiva una irrefrenabile generosità” e descrisse – in una sorta di affresco –  i tratti della sua personalità e il percorso della sua vita, pensando ai giorni di lavoro insieme per il Panathlon e a quelli che avevano visto Domenico protagonista nello sviluppare il seme piantato a Venezia nel 1951. Ne ricordò gli incarichi assolti a partire dal suo club, proseguiti nel Panathlon Italiano (1955-1960) nel Consiglio Centrale del Panathlon International, fino al giorno della sua scomparsa, ininterrottamente. Citò la sua conferenza del 1983 – nell’anno successivo al riconoscimento del Panathlon International  quale “organismo culturale benemerito del CIO” – tenuta ad Olimpia, nel seminario dell’Accademia Olimpica Internazionale, integralmente riprodotta su Revue Olympique. Così come avvenne per l’orazione ufficiale della cerimonia del quarantennale del Club di Venezia, in Palazzo Ducale alla presenza delle massime autorità sportive nazionali e del CIO.

Fra i molti ricordi che Spallino richiamò, ne spicca uno in particolare, per dare evidenza all’eredità non solo culturale e di fattivo impegno, che avrebbe portato alla nascita della Fondazione a lui dedicata. “Chiesa ha sempre sottolineato, assieme al suo illustre amico Sisto Favre, l’assoluta necessità di riprendere  il collegamento con le arti e le letterature. L’ultima sua impresa in questa direzione l’aveva avviata poco prima di lasciarci, proponendosi di realizzare un premio internazionale d’arte garantito dalla massima autorità culturale, la Biennale. Chi ha letto la relazione del Consiglio Centrale all’Assemblea dello scorso Giugno (quella di Rapallo 4-5 Giugno 1994) può ora decifrare l’accenno al ^mecenate^ che egli aveva voluto rimanesse rigorosamente anonimo”.

Quella aspirazione non poté realizzarla lui. Lo fece la Famiglia Chiesa – pur non avendo alcuna disposizione testamentaria in merito – per la grande sensibilità dei fratelli Italo, Antonio e Maria, ai quali il Panathlon International volge il pensiero ammirato e riconoscente.

Il resto è storia. 

Storia della Fondazione Domenico Chiesa: https://www.panathlon-international.org/.../Storia...

Brochure "Arte & Sport" Storia della Fondazione al servizio dello sport e dei suoi valori, di Maurizio Monego  - https://www.panathlon-international.org/.../IT%20STORIA...

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