Lo scorso 4 dicembre rimarrà, per tutti i Soci del Panathlon Club Forlì un ricordo indelebile. Nella Sala Campostrino di via Giacomo della Torre, è stato presentato il progetto di allestimento del Museo Nazionale della Ginnastica (Magyc - Museum of the Art of Gymnastic) intitolato al prof. Bruno Grandi. Presenti personaggi di straordinario spessore quali il giapponese Morinari Watanabe, Presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica, Giovanni Malagò, Presidente del CONI, Nicolas Buompane, segretario della Federazione Internazionale di Ginnastica, Gherardo Tecchi, Presidente della Federazione Italiana di Ginnastica, Yuri Chechi, campione olimpionico nel 1996, Luigi Innocenzi, Vice Presidente del Panathlon International, Bruno Molea, membro della Giunta del CONI e Presidente Nazionale AICS.
http://www.panathlonforli.it/unintera-giornata-dedicata-al-ricordo-di-bruno-grandi/

Con una cerimonia pubblica nell’Aula Magna del Politecnico di Milano sede territoriale di Lecco sono stati consegnati ufficialmente i premi del Panathlon Club Lecco agli sportivi lecchesi protagonisti nel corso del 2024.
Un evento partecipato che ha visto la presenza anche di numerose autorità a cominciare dall’assessore allo sport del Comune di Lecco Emanuele Torri (poi raggiunto anche dal sindaco Mauro Gattinoni nel corso della cerimonia), al sindaco di Mandello del Lario Riccardo Fasoli, Luca Caremi delegato per la Provincia di Lecco, Daniele Pezzini delegato provinciale per Lecco del Coni, il comandante nel Nucleo Operativo del Gruppo di Lecco della Guardia di Finanza tenente Raffaele Martedì, il presidente del Panathlon Sondrio Luigi Azzalini con il past-president Nicola Tomasi e Piera Tocchetti segretaria del Distretto Panathlon Area 2 Lombardia. [...]
Legnano è tra le città più cardioprotette della Lombardia per apparecchi salvavita in relazione al numero di abitanti e da oggi ce n’è uno in più. Al campo sportivo Gavinelli di Legnano, nel quartiere San Paolo in via Arezzo, dove si allenano le squadre di rugby locali, è stato inaugurato un defibrillatore donato dal Panathlon Club La Malpensa, che ha utilizzato parte del contributo annuale ricevuto dalla BCC di Busto Garolfo e Buguggiate per l’acquisto del dispositivo.
L’apparecchio salvavita è stato posizionato vicino ai campi da gioco, per la sicurezza di atleti e tifosi. Uno di questi dispositivi a disposizione del pubblico ha salvato una vita a Legnano, ha ricordato il sindaco di Legnano, Lorenzo Radice, durante la cerimonia di inaugurazione.
Il 26 novembre Conviviale del Panathlon Club Milano, dedicata al fumetto e lo sport. È stato presentato il libro "Non sono stato io", scritto da Gianni Bono e Raffaele Mangano. Il volume racconta il mistero nato attorno ad Angelo Zarcone, il primo illustratore di Diabolik, noto come "il Tedesco". Zarcone realizzò il volto iconico del Re del Terrore per poi sparire improvvisamente, lasciando un enigma irrisolto che dura da oltre sessant’anni.
Alla serata, introdotta dal presidente del Panathlon Club Milano, Simonpaolo Buongiardino, erano presenti Raffaele Mangano, coautore del libro, e Mario Gomboli, amministratore delegato di Astorina e figura chiave nella lunga storia editoriale di Diabolik. Durante l’evento, Buongiardino ha ricordato il legame personale che univa lui, Mangano e Gomboli, compagni di scuola al Liceo Scientifico Volta di Milano.
Mario Gomboli ha ripercorso la sua lunga collaborazione con Diabolik, a cui tornò nel 1999 con un ruolo di leadership come sceneggiatore e poi amministratore delegato di Astorina. Gomboli ha firmato circa un terzo delle oltre 960 storie pubblicate, rappresentando la continuità, fedele alla visione originale delle sorelle Angela e Luciana Giussani. Ha sottolineato l’importanza del lavoro delle Giussani, che con Diabolik non solo introdussero un genere nuovo, ma segnarono profondamente l’immaginario collettivo, raggiungendo tirature di 300.000 copie.
Mangano ha approfondito l'idea del libro «Non sono stato io», esplorando le ipotesi e le ricerche che circondano la misteriosa figura di Angelo Zarcone. Il volume, arricchito dalla copertina di Guido Scarabottolo, rappresenta un tributo alla storia e ai personaggi che hanno contribuito al successo di Diabolik. Il libro riaccenda l’interesse per questa figura enigmatica, (tanto che sono usciti nuove indiscrezioni) il cui contributo iniziale ha dato vita a un personaggio diventato un’icona senza tempo.
(Il presidente Buongiardino si è presentato con gli occhi di Diabolik e queste parole accattivanti di Gomboli)
«Ricordo quando, usciti di teatro dopo aver assistito a uno spettacolo di magia, puntualmente Alfredo Castelli mi spiegava i trucchi dell’illusionista. E io ci rimanevo male, perché un mistero svelato comporta sempre una dose di amarezza.
Per questo quando Gianni Bono mi chiamò per dire di aver rintracciato Angelo Zarcone, onestamente sperai si trattasse del solito equivoco, dell’ennesimo caso di omonimia. Invece era davvero arrivato alla fine della sua pluridecennale ricerca: aveva accumulato prove inconfutabili supportate da inediti documenti ed era pronto a pubblicare in un documentatissimo saggio. A quel punto scattò in me la “sindrome da segreto svelato” di cui sopra: volevo davvero conoscere la verità sul disegnatore del primo numero di Diabolik? E lettori e fan del Re del Terrore avrebbero tratto soddisfazione o amarezza da quell’esauritivo saggio? Già immaginavo un titolo come La vera vita di Angelo Zarcone, equivalente de L’assassino è il maggiordomo per un romanzo giallo. Ma, leggendo le note di Gianni Bono, mi resi conto che la vita di Zarcone fosse davvero un romanzo, ne aveva il fascino, e allora si poteva usare quella formula per raccontarla. Ho la fortuna di avere per amico Raffaele Mangano, romanziere di lungo corso ma, soprattutto, persona curiosa di tutto ciò che è culturalmente anomalo. E il mondo del fumetto entra a buon diritto nella categoria. Così ho invitato a pranzo Bono e Mangano, ho fatto da catalizzatore perché le loro capacità si fondessero in un’opera ben equilibrata e poi mi sono chiamato fuori, per non disturbare il processo creativo.
Mi sento comunque in parte responsabile del risultato: a renderlo possibile sono stato io». Mario Gomboli - Direttore editoriale Astorina
Club Panathlon Maldonado .Punta del Este una vez más Misión cumplida,una vez más llenaron de emoción y agradecimientos una velada que no olvidaremos porque el deporte estuvo presente en los jóvenes y también en nuestros profesores que han dejado y siguen dando lo mejor para continuar soñando que con esfuerzo y entusiasmo se puede.Las imágenes muestran esas impresiones pero los que tuvimos la suerte de vivirlo salimos con una alegría que nos acompañará siempre.Gracias a todos los que hicieron posible esto y muchos más vendrán . Felicidades y felicitaciones

