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Panathlon Club Junior Roma: tre atleti delle Fiamme Oro Rugby a confronto con gli studenti

Si è svolta, presso l’Aula Magna del Liceo Classico Statale Giulio Cesare, l’edizione dedicata al rugby di “Pianeta Olimpia: i valori dello sport raccontati dai campioni”, la rassegna organizzata dal Panathlon Club Junior Roma per promuovere la cultura e l’etica sportiva tra i giovani. 

Mercoledì 8 aprile, in rappresentanza delle Fiamme Oro Rugby, il mediano d’apertura Carlo Canna (53 presenze e 152 punti con la maglia della Nazionale italiana, con cui ha disputato due Mondiali e sei edizioni consecutive del Sei Nazioni tra il 2016 e il 2021), il flanker Luca Bellucci e il tallonatore Nicolò Corvasce (entrambi tra i protagonisti delle ultime edizioni del Sei Nazioni Under 20 e dei Mondiali di categoria), hanno incontrato oltre cento studentesse e studenti delle classi di quarto e quinto ginnasio. 

Dal fair play allo spirito di gruppo, passando per l’accettazione dei fallimenti e l’orgoglio di vestire la maglia azzurra, fino ad arrivare all’importanza di coniugare carriera sportiva e scolastica. Numerosi gli argomenti affrontati nel corso dell’iniziativa, moderata dal Presidente del Panathlon Club Junior Roma Lorenzo D’Ilario. “La storica imbattibilità casalinga degli azzurri nell’ultima edizione del Sei Nazioni con il doppio successo su Scozia e Inghilterra allo Stadio Olimpico – ha esordito D’Ilario – ci ha fatto maturare l’idea di avvicinare le nuove generazioni al rugby. Il Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato è un vero e proprio pilastro educativo e sportivo che coniuga l’eccellenza atletica con la promozione della cultura della legalità, dell’inclusione sociale e del rispetto delle regole”.        

Ad aprire il confronto e lo scambio di esperienze tra alunni e atleti è stato il Presidente del Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Rugby, Maurizio Amedei, che nel suo saluto istituzionale ha espresso soddisfazione per lo stato di salute del rugby laziale e romano: “Il movimento regionale continua a crescere, anche grazie a un’azione di promozione sportiva effettuata porta a porta. A Roma ci sono quasi 90 società di rugby, tra cui le Fiamme Oro che ci rappresentano nel massimo campionato nazionale”. “Siamo appena usciti da un Sei Nazioni strepitoso – ha aggiunto Amedei – e ci auguriamo di poter sviluppare anche il settore olimpico. Ma, soprattutto, il rugby aspira a creare uomini e donne che possano dare un futuro migliore al nostro Paese”. 

La prima testimonianza sportiva è stata di Carlo Canna. “Avevo un sogno che non avrei mai pensato di raggiungere e ce l’ho fatta grazie a quello che ho imparato da questo sport – ha rivelato Canna – Sin da bambini il rugby prima ci educa e poi ci fa diventare giocatori. Da capitano oggi sento il dovere di trasmettere la mia esperienza ai miei compagni di squadra, a cominciare dall’importanza del rispetto delle regole e degli avversari”.

In seguito è stato Luca Bellucci a raccontare le proprie emozioni ai presenti: “Il rugby in famiglia era qualcosa di naturale. Ho avuto finora un percorso straordinario: rifarei questa scelta altre mille volte. Grazie a questo sport ho avuto la possibilità di giocare all’estero e di entrare in contatto con altre civiltà”. 

Infine è arrivato il monito di Nicolò Corvasce, che ha esortato i più giovani a investire nella propria formazione sia come atleti che come studenti: “Sono un giocatore di alto livello ma ho comunque modo di conciliare il tempo tra sport e studio. Dopo il liceo scientifico mi sono iscritto ad un corso di laurea interamente in inglese presso la facoltà di economia dell’Università di Tor Vergata”. 

Alla manifestazione è intervenuto anche il Governatore dell’Area 14 Lazio del Distretto Italia del Panathlon International Cesare Sagrestani, che ha chiosato: “Il rugby, con i suoi valori di rispetto, amicizia e solidarietà anche nei confronti degli arbitri e del pubblico, rappresenta la miglior forma di educazione civica per le nuove generazioni. L’espulsione temporanea e il terzo tempo sono due peculiarità che rendono unica questa disciplina sportiva”. 

    

 

 

 

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