29 marzo 2026 - Interessanti prospettive da un incontro del Panathlon
Sarà lo “snowboard” a rilanciare il Bondone?
Grazie al parco attrezzato boom di appassionati – Premiati i pionieri
L’eterno dilemma del lancio del Bondone come stazione invernale mai decollata potrebbe essere risolto con successo dallo “snowboard” la nuova specialità dello sci che sta riscuotendo un grande successo, soprattutto tra i giovani.
Anche sulla montagna di Trento, grazie all’apertura di un parco tecnicamente attrezzato, si sta verificando un autentico boom di praticanti di ogni età e da specialità marginale e spesso sottovalutata la vecchia “asse da stiro che scivola sulla neve” come è stata simpaticamente definita da un appassionato, potrebbe colmare le lacune lasciate dallo sci tradizionale.
Il fenomeno è stato al centro di un incontro promosso dal Panathlon Club di Trento alla Capanna Viote dove si sono radunati numerosi appassionati, tecnici, organizzatori e maestri di sci specializzati nello snowboard. I riflessi anche economici per il turismo del Bondone sono stati commentati favorevolmente dall’assessora comunale Gianna Frizzera, responsabile dei lavori pubblici e animazione di comunità, la quale non ha mancato di complimentarsi con alcuni autentici pionieri che per primi hanno creduto nella specialità e si sono impegnati per promuoverla.
Si tratta di Daniele Trappela, Franco Soraruf e Franco Danieli i quali sono stati premiati dal Presidente del Panathlon Club Trento Matteo Lazzizzera, assieme a Sandra Fedrizzi e Gilberto Gozzer.
Particolari riconoscimenti sono stati dedicati ai maestri di sci che per primi intuirono le prospettive promettenti di questa specialità aprendo una scuola in Bondone. In prima fila Fabio Bonicciolli e la maestra Federica Sola. Erano presenti altri giovani maestri che hanno fatto la stessa scelta e sono a disposizione di chi intende provare le tecniche dello “snowboard”, sotto le insegne delle scuole di sci “Cristallo Monte Bondone” e “Scuola Italiana di sci e snowboard Monte Bondone”.
Il fenomeno è stato inserito nella lunga storia di carattere imprenditoriale e sportivo che caratterizza il Bondone, da seconda casa dei trentini ad autentica stazione turistica estiva ed invernale.
In questa chiave sono stati calorosamente festeggiati due storici “bondoneri”: Lino Nicolussi, sportivo, imprenditore, autentico “guru” del Bondone con le sue attività commerciali ed iniziative di animazione. In questo secondo campo è stato coadiuvano da Carlo Segatta, fondatore del Gruppo Sportivo Marzola e da decenni impegnato ad organizzare manifestazioni nello sci , ciclismo ed atletica su ogni pista e sentiero della montagna di Trento.
Alla storia ufficiale si sono poi aggiunti infiniti aneddoti dei tempi in cui lo “snowboard” era guardato con sospetto, escluso dalle piste di sci e dagli impianti, fino ai tentativi di una problematica coabitazione e all’attuale valorizzazione come autentica disciplina sportiva e proposta complementare dello sci tradizionale per una nuova e più moderna stagione invernale.
COMUNICATO STAMPA - 26.03.2026
Qualità, metodo e consapevolezza: il Panathlon Junior Trieste Muggia interroga i confini dell'allenamento con Adapta Fitness Lab La Triestina della Vela ha ospitato l’ultima conviviale del Panathlon Junior Trieste Muggia, una serata dedicata all'approfondimento tecnico e culturale intitolata “Perché allenarsi tanto non significa allenarsi bene?”.
Protagonisti dell’incontro sono stati Francesco Pignataro, Gabriele Spadoni ed Elia Spadoni di Adapta Fitness Lab, i quali hanno scardinato il mito della quantità a favore di una visione basata sulla qualità del movimento. Durante il dibattito è emerso chiaramente come l’insuccesso di molti percorsi sportivi non derivi dalla mancanza di impegno, ma dalla
carenza di un metodo strutturato in grado di contrastare la sedentarietà e gli stili di vita sbilanciati. Elia Spadoni ha sottolineato come lo stimolo allenante debba essere interpretato non come una somma di ore, ma come un intervento mirato ed efficace, capace di generare risultati reali solo se supportato dalla competenza e dalla precisione.
Il cuore della presentazione si è poi spostato sul valore della personalizzazione, un concetto ribadito con forza da Gabriele Spadoni e Francesco Pignataro attraverso l'analisi delle diverse esigenze individuali. Poiché ogni persona possiede necessità uniche dettate dal proprio vissuto, dal lavoro e dal livello di partenza, i relatori hanno evidenziato come non
possa esistere un protocollo universale valido per tutti. L’allenamento deve essere adattato per risultare sostenibile e sicuro nel tempo, passando da un approccio basato sulle semplici sensazioni a un monitoraggio oggettivo dei parametri e dell’intensità dello sforzo. Questo rigore permette di guardare oltre l'aspetto puramente estetico: allenarsi correttamente
significa infatti migliorare la respirazione, aumentare l'energia quotidiana e ottimizzare la funzionalità del corpo, ottenendo benefici interni profondi e concreti che precedono e superano il semplice cambiamento visibile.
L’evento ha confermato la missione del Panathlon Junior Trieste Muggia e della sua Presidente, Matilda Tommasi, volta a trasformare le classiche serate conviviali in vere e proprie occasioni di scoperta e crescita. L'obiettivo del Club è proprio quello di far conoscere nuove realtà d'eccellenza del territorio e approfondire tematiche sportive attuali attraverso
il confronto diretto con professionisti del settore, rifuggendo l'ovvietà per offrire contenuti di valore. Ma non solo: queste serate rappresentano uno spazio di condivisione dove la passione per lo sport diventa un linguaggio comune per fare rete, promuovere l'etica e ispirare i giovani soci verso una consapevolezza che va ben oltre il campo da gioco.
In questa ottica, l'incontro con il team di Adapta Fitness Lab ha offerto all’audience una nuova chiave di lettura: la perfezione non è il traguardo, ma lo è la costanza. Adottare un approccio consapevole, personalizzato e progressivo è l'unico modo per trasformare l'attività fisica in un autentico stile di vita, rendendo lo sport uno strumento di benessere
duraturo e un pilastro della quotidianità.

Dal 1986 è presente presso l’Università degli studi della Tuscia una sede del CUS- Centro Universitario Sportivo-
L’ha ricordato Umberto Battistin attuale presidente del CUS Viterbo in occasione della conviviale mensile del Panathlon Club di Viterbo presieduto da Giancarlo Bandini.
Alla presentazione mediante un supporto audiovisivo dell’attività del CUS Viterbo, che ha gli impianti presso il Campus universitario Riello, era presente il Segretario del CUS e delegato CUSI Rag. Maurizio Merlani.
Il CUS Viterbo, nelle sue molteplici attività sportive dilettantistiche rappresenta un completamento morale e fisico per gli studenti universitari, infatti, accanto agli sport “classici” di cui vanta impianti moderni, molto interesse è rivolto agli sports popolari, cosi fondendo il concetto di divertimento con l’agonismo.
L’occasione della serata panathletica è stata l’occasione della presentazione di un nuovo socio. Marco Pallucca Delegato Provinciale CIP Lazio che ha ricevuto formale “spillettatura” da parte del Presidente Bandini che ha illustrato la carriera sportiva di Pallucca, che partito dal baseball, è approdato allo sport agonistico delle Bocce conseguendo risultati di prestigio per poi diventarne Arbitro federale di Boccia paralimpica e Boccia beach.
E’ entrato come socio del Panathlon Club Junior, diretto da Aurora Marigliano, il giovane Walter Fauci vincitore nel recente passato di corse podistiche per essere,per due volte giunto quarto nel Campionato italiano indoor del 2023 sui 3000 metri, nonché, nel 2022 nel Campionato assoluto di società nei 5000 metri cosi dimostrando essere il miglior mezzofondista viterbese degli ultimi 30 anni.
Dopo il formale suono della campana che suggella la fine della Conviviale alla quale hanno partecipato molti Soci, l’impegno del Panathlon Club di Viterbo è rivolto alla organizzazione del 60esimo della sua fondazione in programma nel prossimo autunno.

ITALO VIOLA A 92 ANNI CAMPIONE DI “PANATHLONSCI”
Sulle nevi di Fondo Grande a Folgaria si è disputato il Campionato Internazionale del Panathlon, l’organismo sportivo che nel mondo sostiene e promuove tra i giovani i valori etici dello sport. Hanno accettato la sfida una trentina di Panathleti in rappresentanza di una ventina di club, misuratisi secondo il regolamento FISI nelle diverse categorie, maschili e femminili.
Tra i protagonisti si staglia la straordinaria vittoria di Italo Viola, del club di Trento, che ha replicato le performances già ottenute in passato confermandosi vincitore della propria categoria alla bella età di 92 anni. Viola ha superato con sicurezza ed agilità sotto una fitta nevicata le quindici porte dello slalom gigante disegnate sulla pista Salizzona dai tecnici della Ski Area Folgaria Lavarone.
Nelle altre categorie si sono laureati campioni internazionali Maria Cristina Ugolini (club di Bressanone), Chiara Milani (Carrara-Massa), Giampiero Maserio (Chivasso), Pierangelo Vattoroni (Carrara-Massa), Alessandro Gori (Schio-Thiene), Enrico Simonelli (Carrara-Massa) e Tommaso Papalini (Vicenza).
Nella classifica a squadre si è imposto nettamente il club di Carrara-Massa, davanti a Bressanone, Chivasso, Trento e Schio-Thiene.
L’evento è stato occasione anche per incontri tra club e responsabili territoriali del Panathlon International sui temi del fair play, l’educazione dei giovani attraverso una corretta pratica sportiva, la difesa della salute negli sport più impegnativi, la correttezza sui campi di gara e la mano tesa verso l’avversario. Particolarmente incisiva è l’azione di diffusione di questi valori grazie ad un programma di incontri in molte scuole del Trentino Alto Adige e d’Italia, già concordati con le istituzioni scolastiche.
L’organizzazione delle gare è stata curata dal club di Trento presieduto da Matteo Lazzizzera, con Sandra Fedrizzi, Franco Danieli e Giuseppe Simoni. Erano presenti Il Presidente Internazionale Giorgio Chinellato, Giuseppe Zambon vice presidente del Distretto Italia, il governatore dell’area 1 Giuseppe Franco Falco ed altri dirigenti.

Italo Viola (al centro con la medaglia) vincitore di categoria al Panathlonsci a 92 anni, premiato (da sinistra) dal Presidente di Trento Matteo Lazzizzera, dal Presidente Internazionale Giorgio Chinellato e dal vicepresidente del distretto Italia Giuseppe Zambon.
Serata importante quella della conviviale di marzo per il Panathlon Club Ferrara, sia per la vita associativa del club, sia per la ricchezza degli ospiti e delle trattazioni, incentrate sul tema proposto: “Lo Spirito Olimpico tra presente e passato: MilanoCortina2026 incontra Cortina '56”.
Il convivio, che vede il ritorno nella storica sede del Duchessa Isabella, dal punto di vista associativo vede il “passaggio della campanella” tra la ora Presidente Onoraria Luciana Boschetti Pareschi e il nuovo Presidente Massimiliano Bristot, un passaggio nel segno della continuità, come confermato dalla squadra di consiglio, con la vicepresidenza vicaria sempre affidata ad Angela Travagli.
A tenere a battesimo questo cambiamento è il Presidente del Panathlon International Giorgio Chinellato, per la prima volta in vista al Club, unitamente all’Assessore allo Sport del Comune di Ferrara – Città Europea dello Sport 2027 Francesco Carità. Graditissima anche la prima visita di un rappresentante della Curia, Monsignor Michele Zecchin, delegato a rappresentare sua Eccellenza l’Arcivescovo Monsignor Gian Carlo Perego. E questi sono solo i principali di una nutritissima lista di ospiti, molti dei quali impegnati come relatori, come al Governatore dell’Area 5 Emilia-Romagna e Marche del Panathlon International Stefano Ripanti. A concludere questa parte prettamente panathletica è la consegna a Davide Conti, fresco della vittoria dell’Argento Europeo master di Ju jitsu svoltisi a Creta, della benemerenza per i 10 anni di appartenenza al Club.
La parte conviviale si apre con la proiezione di una sintesi di Vertigne Bianca, il docu-film del CONI su Cortina ’56, che vide come registra il ferrarese Giorgio Ferroni, con la presenza in sala del pronipote Giorgio Ferroni, figura di spicco dell’associazionismo ferrarese che gioca sull’omonimia con il bisnonno e ne racconta i tratti, mentre Maurizio Villani, Presidente del Cineclub FEDIC Ferrara, racconta le scelte più prettamente cinematografiche.
Si prosegue con il presentatore della serata, Mirko Rimessi, in un dialogo con Federica Lodi, che analizza il confronto del racconto tra i giochi del ’56, o anche solo del 2012, come racconta la giornalista di Sky Sport che quest’anno ha seguito per l’emittente la sede di Livigno, esempio concreto di come gestire questi Giochi diffusi dal punto di vista comunicativo, compreso il momento particolare della Cerimonia di Apertura e accennando anche alle differenze tra il racconto tradizionale e quello dei social. Senza dimenticare la differenza sostanziale tra il ’56, dove le Olimpiadi rappresentavano l’evento, a oggi, dove sono il primo tempo, con le Paralimpiadi a tenere accesso il fuoco, mettendo in gioco tantissime ulteriori tematiche.
Si continua poi ai racconti da MilanoCortina2026, definiti da Chinellato “i grandi vincitori dei Giochi”, con tre visioni molto particolari provenienti dall’area medica. Si comincia con il Governatore Stefano Ripanti, impegnato come medico durante le Paralimpiadi, che narra a metà tra il suo ruolo primario per il quale lì si trovava sulle piste da sci e le emozioni derivate dall’essere panathleta presente in prima fila in un evento che esalta tutti i valori che il movimento promuove, tra cultura, etica sportiva e fair play. Segue il Dottor Gabriele Zazzarini, fisioterapista senigalliese “olimpionico” da ben tre medaglie d’Oro, le due di Francesca Lollobrigida e quella del team maschile della pista lunga. Con lui c’è modo di ricordare come il movimento del pattinaggio su ghiaccio italiano abbia una forte provenienza dalla “strada”, ed è immancabile, a due passi da lei, la citazione per Piazza Ariostea, per poi entrare nello specifico del suo operato e il racconto di episodi curiosi, come il prestito delle scarpe a Francesca per le premiazioni, avendo lei per scaramanzia lasciato l’apposita divisa “da podio” al villaggio. Conclude questa parte il Dottor Riccardo Tieghi dell’U.O. di Chirurgia Cranio Maxillo Facciale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria S. Anna di Ferrara, impegnato a Milano proprio nella sua specializzazione, per eventuali interventi conseguenti agli scontri nelle partite di Hockey, una nuova richiesta specifica del CIO per completare ulteriormente nell’equipe medica. Per fortuna Tieghi non ha avuto particolare lavoro, potendo così descrivere una precisissima macchina organizzativa, che operava con grande rigore e rispetto dell’etica professionale.
La serata si conclude il racconto appassionato della socia e consigliera del Club Rita Minarelli, che ha vissuto i Giochi come volontaria a Cortina, come testimoniato dalla divisa riservata appositamente indossata durante la serata, dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici allo stadio del Curling, dove ha prestato il proprio servizio, il tutto corredato da foto e video di queste indelebile esperienza.
Conviviale dunque riuscitissima, come ribadito dal Presidente Internazionale al quale è stata affidata la chiusura, in questo avvenimento inserito nella lunga serie che caratterizzerà il 75° compleanno dalla fondazione, a Venezia, del Panathlon. E ora, per il Club di Ferrara, è invece tempo di pensare ai Premi Panathlon “Atleta Eccellente, Eccellente Studente”, che a breve verranno ufficialmente lanciati con il relativo bando di selezione per i migliori talenti del nostro territorio.
Le partenariat entre le Lycée Français Jean-Monnet de Bruxelles et le Panathlon Wallonie-Bruxelles a débuté à l’occasion de la Semaine Olympique et Paralympique (SOP 2026) organisé du 16 au 20 mars par l’établissement, et visant à promouvoir la pratique sportive chez les jeunes tout en les sensibilisant aux valeurs citoyennes et sportives.
Une semaine qui a débuté par la soirée de la diplomatie où étaient présents Kolë Gjeloshaj et Kathleen Monseu, Président et Coordinatrice générale de l’association. L’opportunité pour eux d’échanger avec des personnalités et des sportifs de haut niveau sur la place du Fair-Play dans l’éducation et l’apprentissage du sport : Caroline Vinot, Première Conseillère de l’Ambassade de France en Belgique, Jacqueline Galant, Ministre des Sports au Gouvernement de la Fédération Wallonie-Bruxelles de Belgique, Laure Mouden, Proviseure du Lycée Français Jean Monnet, Larbi Benboudaoud, judoka français, Vice-Champion Olympique (2000), Champion du Monde et d’Europe, Cécile Nowak, judokate française, Championne Olympique (1992), Championne du Monde et d'Europe, Prescillia Lézé, judokate Paralympique française (2024), Championne d’Europe et de France, Marisabel Lomba, judokate Olympique belge (1996) et Co-Présidente de l’Association des Olympiens Belges.
Des représentants de fédérations sportives membres du Panathlon Wallonie-Bruxelles étaient également présents pour montrer leur soutien dans cette opération d’envergure : Frédéric Treuttens, Président de Judo Wallonie Bruxelles et Claire Michel, triathlète Olympique (2016-2020-2024) et Directrice technique de la Ligue Francophone de Triathlon.
Cette SOP était l’occasion pour les 2.500 élèves du Lycée Français de découvrir les photos de l’exposition « l’Esprit du Sport » du Panathlon Wallonie-Bruxelles et de signer avec les personnalités sportives le « Mur du Fair-Play ». En outre, 200 élèves de CM1 et CM2, âgés de 9 à 11 ans, ont assisté à un Ciné Fair-Play animé par l’association.
En s’associant au Panathlon Wallonie-Bruxelles, le Lycée Français Jean-Monnet, établi à Bruxelles depuis 1907 et appartenant au réseau des lycées français, premier réseau mondial d’enseignement, témoigne de son engagement en faveur du Fair-Play et des valeurs positives universelles que le sport véhicule.

20 marzo 2026 - Grande partecipazione di pubblico il convegno “Fair Play: quando il valore diventa opportunità”, promosso dal Panathlon Club Fano presso la Sala della Fondazione Carifano.
L’evento ha registrato un’ottima affluenza, con la sala gremita in quasi tutti i suoi posti, a testimonianza dell’interesse suscitato dai temi trattati e dal prestigio dell’ospite.
Protagonista della serata è stato Venuste Niyongabo, campione olimpico nei 5000 metri ad Atlanta 1996, che si è distinto non solo per il suo straordinario percorso sportivo, ma anche per la grande disponibilità al dialogo e al confronto con il pubblico. Nel corso dell’incontro, Niyongabo ha condiviso esperienze legate alla sua carriera atletica, offrendo riflessioni profonde sui valori del fair play, della determinazione e dello sport come strumento di crescita personale. Particolare attenzione è stata dedicata anche al progetto “Acqua Burundi”, rispetto al quale l’ospite ha portato la propria testimonianza, sottolineando l’importanza dello sport come veicolo di solidarietà e sviluppo.
Significativi e apprezzati anche gli interventi degli altri relatori: Don Mèlance Ngabireyimana, che ha approfondito il valore umano e sociale del progetto legato al Burundi, e Fabio Ceccarelli, che ha contribuito al dibattito con spunti di riflessione sui temi trattati, arricchendo ulteriormente il confronto.
Il convegno è stato condotto con professionalità ed equilibrio dal giornalista Silvano Clappis, che ha saputo guidare gli interventi e stimolare un confronto coinvolgente e ricco di contenuti.
