Abbracciamo il Mito della boxe che non c’è più

Se n’è andato il mito che rinnovò con le sue gesta il pugilato italiano nel dopoguerra. All’età di 87 anni è morto Nino Benvenuti  (il suo nome di battesimo completo era Giovanni): un’icona del ring che con le sue vittorie conquistò il cuore dei tifosi.

La rampa di lancio del  giovane istriano, poi triestino d’adozione, fu nell’Olimpiade romana in cui vinse la medaglia d’oro prima di passare ad una supercarriera  tra i professionisti in cui riuscì a diventare campione del mondo dei superwelter e dei medi.

Per la boxe tricolore iconiche restano le notti dei due match vinti sul suo rivale italiano più accanito che fu Sandro Mazzinghi.

Come dimenticare le battaglie mondiali a New York con Emile Griffith, la bellissima vittoria sull’americano Rodriguez a Roma con un preciso e poderoso  “gancio” che è rimasto un flash indimenticabile. Poi la sua carriera andò ad incocciare con la potenza e le qualità di un altro super campione co l’argentino Carlos Monzon. Furono sconfitte fatali, ma che non scalfirono nella mente dei suoi innumerevoli  fan il ricordo di un pugile tecnicamente eccelso, ma pure  di una persona deliziosa e intelligente, che con grande signorilità riusciva a farsi apprezzare umanamente anche dai suoi avversari  sul ring.

(Gianfranco Troina)

 

 

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