Il Comune di Senigallia, la Consulta dello Sport in collaborazione con l’ A.I.P.S. (Associazione Italiana di Psicologia dello Sport) e il Panathlon club Senigallia, organizzano il convegno dal titolo:“Psicologia e sport: dall’attività fisica alla vittoria paralimpica” che si terrà Sabato 22 Marzo dalle ore 9:00 alle ore 12:30, presso la Sala conferenze Biblioteca Antonelliana.
L’evento è finalizzato ad approfondire alcune importanti tematiche emerse nel corso del precedente evento “Psicologia e sport: è possibile conciliare prestazione sportiva e benessere dell’atleta?”, tenutosi l’8 febbraio scorso.
In particolare, verrà evidenziata l’importanza dell’attività fisica come mezzo di prevenzione per la salute fisica e mentale, con un focus specifico sull’attività motoria adattata alla disabilità; verranno inoltre presentate indicazioni pratiche per la formazione psicologica degli operatori del mondo sportivo. E’ infine prevista una tavola rotonda con la partecipazione di esperti e allenatori con esperienza pluriennale nello sport paralimpico.
In una Sala del Circolo Sociale gremita di Soci e di Ospiti, martedì 11 marzo si è svolto uno splendido Convivio "Inter Club" organizzato dall'Inner Wheel Club di Biella Piazzo e con la partecipazione ed il supporto del Panathlon Club di Biella.
La serata, dall'affascinante argomento "LA COPPA AMERICA DALL'ISOLA DI WIGHT A BARCELLONA", ha avuto come prestigioso ospite Stefano Beltrando, Quality Control Manager del Team Luna Rossa nella recente Coppa America del 2024, ha coordinato la serata il noto Giornalista Sportivo, Opinionista e Conduttore radiofonico, Dirigente Sportivo e Past Presidente del Panathlon Club di Milano, Filippo Grassia, che ha condotto con la sua consueta competenza, maestria e simpatia.
Dopo le presentazioni della serata della Presidente dell'Inner Club Biella Piazzo Paola Le Masson e della Presidente del Panathlon Biella Anna Zumaglini, Filippo Grassia ha introdotto l'ospite, ricordando la sua ampia esperienza nella tecnologia dei materiali compositi che gli ha permesso di essere presente, con ruoli fondamentali, nelle ultime Coppa America a supporto dei principali Team Mondiali con un particolare ruolo operativo per il Team italiano di Luna Rossa.
Grassia ha ricordato inoltre la prestigiosa collaborazione dell'ospite con il Team Ferrari in campo Automobilistico.
Stefano Beltrando ha preso la parola e raccontato alla numerosa platea, in un "excursus" storico-sportivo correlato da immagini evocative, la storia della "Coppa delle 100 ghinee" dal suo debutto nel 1851 all'Isola di Wight fino a Barcellona 2024, passando per le numerose partecipazioni dell' inglese Sir Lipton, dal primo tentativo italiano con l'iconica imbarcazione Azzurra, fino ai fasti ed alle regate indimenticabili del Moro di Venezia e di Luna Rossa.
Una serata da ricordare per tutti i presenti che hanno assaporato, grazie a Stefano Beltrando, il clima sportivo, storico ed internazionale della più importante competizione velica mondiale.
La serata è terminata con la premiazione degli ospiti da parte dei Club e il ringraziamento agli stessi per l'interessante e coinvolgente argomento trattato.
Officiata dal presidente Giuseppe Franco Falco nell’elegante contesto del Circolo Unificato dell’Esercito di Palazzo Zacco-Armeni in Padova, l’assise ha conferito davanti ad una nutrita platea costituita da presidenti di Panathlon Club e autorità sportive, civili e militari anche le onoreficenze istituzionali per l’anno 2024, tra cui il Premio alla “Promozione Sportiva e Valori Etici” riconosciuto alla società mestrina rappresentata per l’importante occasione dal presidente Davide Giorgi e dal dirigente Gianluca Galzerano.
Un premio particolarmente significativo in ambito panathletico, consegnato congiuntamente dal presidente del Panathlon Club Venezia Diego Vecchiato – anche nella sua veste di vice-Governatore di Area 1 – e dal presidente del CONI Veneto prof. Dino Ponchio.
“Siamo particolarmente orgogliosi di questo premio, che ritiro a nome e per conto di tutti i collaboratori che nel corso della sua storia ultra-quarantennale hanno contribuito a rendere la Polisportiva Terraglio una realtà dalla reputazione solida e credibile proprio sul terreno di quei valori etici ed educativi che ispirano da sempre il suo operato”, il commento di Davide Giorgi a margine della cerimonia. “Vedersi riconosciuto questo impegno da parte di un ente prestigioso come il Panathlon di Area 1, davanti a tante personalità importanti tra cui gli amici Diego Vecchiato, Fabrizio Coniglio (presidente Panathlon Club Mestre, ndr), Giorgio Chinellato (presidente mondiale del Panathlon Club International) e Dino Ponchio, oltre naturalmente al presidente Giuseppe Falco, conferisce un peso specifico ancora maggiore ad un gesto che consideriamo davvero carico di significati importanti”.
L’intelligenza artificiale è stata la protagonista della serata che il Panathlon Club di Carrara e Massa ha organizzato al Club Nautico di Marina in vista del convegno nazionale che il Distretto Italia del sodalizio terrà a Roma a fine marzo sul tema "Intelligenza artificiale: un alleato per lo sport e il fair play". E tra i relatori di quel convegno ci saranno anche Anna Lorenzini ed Enrico Simonelli, due giovani soci del locale Junior Panathlon Club che in anteprima hanno presentato quello che diranno in quella sede.
Tra i relatori della serata, entrambi da Orvieto, anche Rita Custodi, responsabile nazionale dei club junior del Panathlon, e Gianluca Poledri. "L’intelligenza artificiale è a supporto e sostiene le attività umane, valorizza l’informazione e nelle nostre attività ci aiuta meglio di quella umana" ha detto Claudio Sartorio, il presidente del locale Panathlon che ha fatto gli onori di casa. Dell’importanza degli junior nel Panathlon ha parlato la Custodi: "sono il nostro futuro, sappiamo che dietro di noi ci sono giovani con i nostri stessi valori e noi dobbiamo dare loro fiducia – ha detto la Custodi elogiando il club apuano come un club di eccellenza nazionale.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Associazione Libertas Margot, in collaborazione con Anna Lia Sabelli Fioretti dell’associazione Giornalisti Attivi (AGA), e il Panathlon Club Perugia hanno organizzato “STRAORDINARIAMENTE DONNA”, un evento dedicato alla testimonianze di donne che, con il loro talento e la loro determinazione, hanno lasciato il segno in vari ambiti professionali e culturali, e di uomini che sostengono la parità e contrastano la violenza di genere.
La sala del Green Business Center Barton Park di Perugia non è riuscita a contenere il pubblico intervenuto.
Nell'occasione è stato presentato il progetto “Insieme per Lei”, a cura di Massimo Pici, Presidente di Libertas Margot e Luca Ginetto, Presidente del Panathlon club di Perugia. Il progetto mira a creare una rete sociale per realizzare azioni concrete a sostegno delle donne. Ginetto, nel suo intervento, ha parlato dell'emancipazione femminile attraverso lo sport prendendo spunto dalla mostra realizzata da Adriana Balzarini e che verrà esposta a Perugia dal prossimo 20 novembre.
Dans le cadre de sa mission de promotion du Fair-Play, le Panathlon Wallonie-Bruxelles lance la 19ᵉ édition de son concours d’expression artistique sur le Fair-Play.
Ce concours vise à sensibiliser et conscientiser la société à l’importance du Fair-Play dans le sport, l’enseignement et la citoyenneté, ainsi qu’aux valeurs positives qu’il véhicule, en invitant chacun à réaliser une œuvre sur cette thématique.
Que vous soyez un grand artiste ou un amateur, ce concours est fait pour vous !
En solo ou en équipe, donnez vie à votre créativité autour du Fair-Play.
Exprimez votre talent et illustrez le Fair-Play !
Toutes les techniques sont acceptées : dessin, peinture, digital, chant, danse… Laissez libre cours à votre imagination !
Inscrivez-vous dès maintenant en remplissant ce formulaire
https://www.panathlon.be/le-concours-darts-graphiques-2025/
Vous avez jusqu’au 6 juin 2025 pour participer ! Alors, à vos pinceaux, crayons, tablettes et micros… Créez, osez et tentez votre chance !
TORNA “WE ME” L’INIZIATIVA PER LE SCUOLE PROPOSTA DA PANATHLON CLUB
LECCO, 7 MARZO 2025 – Continua con rinnovato entusiasmo e con il conforto di “numeri” sempre più crescenti il progetto “We Me, viaggio ai confini tra sport e sfide quotidiane”, proposto dal Panathlon Club Lecco e rivolto principalmente ai giovani studenti delle Scuole Secondarie di primo grado della città di Lecco e ora anche in Valsassina.
L’iniziativa, giunta ormai alla terza edizione, caldeggiata dal presidente del Panathlon Lecco Andrea Mauri, e con il coinvolgimento di molti soci, si articolerà su quattro appuntamenti in tre giornate e più precisamente l’11, 12 e 20 marzo a Lecco e in Valsassina a Introbio e Cremeno, con una stretta sinergia fra Panathlon Club Lecco, Comune di Lecco Assessorato all’Educazione e allo Sport, Panathlon Distretto Area 2 Lombardia e tutte le scuole interessate.
Ma cos’è “We Me”? Molto semplicemente un è un progetto che punta a riflettere sul mondo dello sport giovanile, il suo alto valore educativo per le future generazioni, capaci di affrontare le grandi sfide della quotidianità ed il rispetto dei ruoli e delle persone.
L’obiettivo primario è quello di rendere più consapevoli i ragazzi, ma anche gli adulti chiamati a educarli e a stare al loro fianco, su come cercare di essere sempre al meglio di loro stessi anche nelle situazioni di difficoltà che si presentano nella vita di tutti i giorni. “We Me” è rivolto non solo agli studenti ma anche alle scuole in senso generale, insegnanti, educatori, enti pubblici, stakeholder, club di service, il mondo della cultura. Concetti ormai rodati che hanno permesso, nell’edizione 2025, di allargare il campo anche al Liceo “Grassi” di Lecco e di puntare anche in Valsassina con le scuole medie di Cremeno e Introbio.
di Tonino Raffa
Per chi lo ha conosciuto e per il pubblico che l'ha amato sono i giorni del dolore. Il gigante gentiluomo ci ha lasciati. Lo ha fatto alla sua maniera, in punta di piedi. Da mesi il suo cellulare era muto. Bruno non voleva intristire nessuno di noi amici e colleghi, rivelando che, tormentato dagli acciacchi, era costretto a fare la spola tra la casa di Cormons e l'ospedale civile di Gorizia, dove si è spento nella notte tra martedì e mercoledì.
Può sembrare banale ma è così : schiacciati dal peso di una tristezza immensa, ci sentiamo tutti orfani. Siamo cresciuti apprezzando in ogni occasione il garbo, la competenza, l'etica, la sobrietà, la professionalità, soprattutto la sua umanità. Al punto da dire oggi, che, grazie al suo esempio, è rimasto un pò di Pizzul in tutti noi. La sua cavalcata professionale, non è tutta nelle cifre che pure sono indicative (nove campionati del mondo ed altrettanti europei, duemila telecronache, infinite conduzioni di programmi sportivi). Dietro il microfono c'è stato sempre un uomo dallo stile esemplare, che non ha raccontato solo le notti magiche di Italia '90 o la finale di Los Angeles del 1994 persa ai rigori contro il Brasile, ma ha insegnato a tutti come si può diventare una icona commentando il calcio senza gli eccessi di oggi.
In una occasione mi rivelò come aveva vissuto il dramma dello stadio Heysel in quella maledetta notte del maggio '85 : "Ebbi subito l'impressione che fosse avvenuta qualcosa di grave, ma bisognava usare prudenza e mantenere la freddezza necessaria per la verifica delle notizie. Tra le regole deontologiche c'è sempre quella di non annunciare una morte se i familiari della vittima non sono già stati avvertiti. I morti furono trentanove. Ad un certo punto lasciai la postazione per raccogliere qualche informazione al piano di sotto. Aprii una porta e vidi che stavano ammassando alcuni corpi senza vita. Terribile. L'Uefa decise che quella finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool si doveva comunque giocare. Fu difficile mantenere la calma e lavorare in un clima surreale.
Da inviati incaricati di commentare un evento sportivo tutti noi fummo costretti a parlare da un luogo di tragedia e di morte". Tanti i ricordi personali. Ai mondiali del '94 negli Stati Uniti, viaggiammo insieme per commentare una partita in calendario a Washington (lui per la Tv io per la Radio). Quando il volo della Delta Airlines stava per completare la manovra di atterraggio, mi invitò a guardare dal vetro del finestrino. Era una serata dal clima limpido con cielo stellato e visibilità perfetta. Spettacolo affascinante : stavamo sorvolando la Pennsylvania Avenue lungo la quale sorge la Casa Bianca , che ci apparve nella sua splendida architettura neoclassica.
Bruno da uomo del nord ha sempre amato il sud. Per venti anni è stato il presidente di giuria del prestigioso premio sportivo di Capo Vaticano, al punto di meritare la cittadinanza onoraria da parte del comune di Ricadi. Rimase sorpreso per la calorosa accoglienza riservata dal pubblico di Reggio Calabria alla nazionale azzurra in occasione dell'amichevole contro il Portogallo dell'aprile del 2000. La sottolineò calorosamente in diretta e me ne parlò anche a microfono spento. Un intreccio di combinazioni diede una sterzata alla sua vita. Cresciuto nella scuola parrocchiale di Don Rino Coccolin, Pizzul non pensava di fare il giornalista. Lo diventò per caso.
Dopo aver praticato calcio con le maglie del Catania, dell'Ischia e della Pro Gorizia (dovette smettere per un infortunio al ginocchio) prese la laurea in legge e cominciò a insegnare nelle scuole medie. La Rai di Trieste bandì nel 1968 un concorso per programmisti, e , dopo il primo round andato deserto, inviò una lettera a tutti i laureati della zona. Di fronte alla proposta lui era perplesso. Fu la moglie Maria a convincerlo a presentarsi. Nella commissione c'era Paolo Valenti. Forse per non dirgli apertamente che non sembrava indicato per quel lavoro, gli suggerirono : "c'è a breve un concorso per telecronisti, non si arrenda". Ci provò, vinse la selezione e fu subito assunto.
Tra le sue passioni, gli undici nipotini, le partite a scopa e a tressette al circolo ricreativo, la bicicletta e il Friuli che gli ha dato i natali. Ricordiamo infine che se Carosio è stato lo sponsor eccezionale di tante case produttrici di wisky, Bruno era diventato l'ambasciatore del buon vino friulano e scherzando diceva : " non sono un esperto, diciamo che mi piace curiosare nei vigneti e nelle aziende. Il vino è paesaggio, è cultura del territorio e rapporto con la gente".
Mille ricordi e tante ragioni per affermare che la leggenda di Pizzul non si conclude qui. La sua voce entrata per tanti anni nelle nostre case, adesso è entrata nella storia e riecheggerà per l'eternità. Chiudendo gli occhi, ci sembrerà di ascoltare le sue telecronache che erano autentiche opere d'arte. E le opere d'arte sono come i campioni senza tempo. Vivono anche dopo morte degli autori.

Mondiali del 2002 in Giappone e Corea : Bruno Pizzul con Tonino Raffa. al centro Giacomo Bulgarelli
Pizzul e Raffa alla presentazione del libro "Il Pallone nell'Iride" (storia dei mondiali - Svoltasi a a Reggio Calabria nel maggio 2006
