La “nuova vita” di Matteo Conconi raccontata al Panathlon Lecco

La “nuova vita” di Matteo Conconi raccontata al Panathlon Lecco

Gareggiare nel downhill (mtb) malgrado un braccio artificiale 

11 marzo – «Quando ho ripreso in mano la mia vita ho capito che potevo gareggiare contro atleti normodotati anche con una protesi al posto del braccio sinistro». 

Con queste parole, Matteo Conconi, 35 da Balerna nella vicina Svizzera, ha raccontato ai soci del Panathlon Club Lecco, riunitisi al ristorante della Canottieri Lecco, la sua storia: da un lato drammatica e dall’altro di “ritorno alla vita”.

Conconi, introdotto dal presidente del Panathlon Lecco Riccardo Benedetti, è partito dal 2013 quando, per una scarica elettrica da quindicimila volt sul posto di lavoro per le Ferrovie elvetiche, gli venne amputato il braccio sinistro all’altezza del gomito per evitare una necrosi fatale: e lui era mancino...

Un dramma che Conconi ha affrontato con grande determinazione riuscendo, dopo due anni di riabilitazione, grazie anche all’ausilio di una protesi, a ritrovare una vita normale pur con una grave disabilità. In passato aveva praticato nuoto e calcio ma ad un tratto ecco la folgorazione per la mountainbike e la specializzazione nel downhill (la discesa), ovvero la pratica più adrenalinica e pericolosa di questo sport.

Comunicato stampa Panathlon Conconi

 

 

Panathlon International

Fondazione D.Chiesa