La traversata tra le due sponde organizzata dall’Irccs Bonino Pulejo assieme a “StrettoSwim” e “Asd Ulysse” in collaborazione con la Polisportiva Messina, il Panathlon e la Marina militare
Una traversata di poco più di tre chilometri, ma dal valore umano e simbolico immenso. È quella dello Stretto di Messina, tornata protagonista con la terza edizione dell’iniziativa promossa dall’Irccs Centro Neurolesi “Bonino Pulejo”, un appuntamento che coniuga sport, riabilitazione e inclusione. Anche quest’anno l’iniziativa, realizzata con “StrettoSwim” e “Asd Ulysse”, in collaborazione con Polisportiva Messina, Panathlon Club, il Comando supporto logistico della Marina Militare e “Obiettivo3” (il progetto ideato da Alex Zanardi per promuovere lo sport come strumento di inclusione e crescita per le persone con disabilità), ha riunito atleti paralimpici e nuotatori pronti ad affrontare una sfida che va ben oltre il traguardo sportivo. Tra coloro che hanno affrontato le acque dello Stretto anche alcuni atleti pazienti dell’Irccs, protagonisti di storie di resilienza e rinascita, come il messinese Alex Mazzeo, ex pilota professionista e istruttore di volo, che dopo l’insorgere di una malattia neurodegenerativa ha trovato nel nuoto paralimpico una nuova dimensione, conquistando importanti risultati a livello nazionale.
In acqua anche Riccardo Rossi di Firenze e Sergio Di Meo, romano, che attraverso lo sport stanno portando avanti un percorso di crescita personale e recupero dell’autonomia, testimoniando come la riabilitazione possa proseguire ben oltre il percorso ospedaliero.
Ad affrontare le acque dello Stretto anche pazienti del “Neurolesi” assieme a sportivi e atleti paralimpici
Alla traversata ha partecipato Giovanna Migliardo del direttivo del Panathlon Club Junior.
A nuotare con loro anche rappresentanti delle istituzioni e delle realtà coinvolte nell’organizzazione, tra cui il direttore generale dell’Irccs Maurizio Letterio Lanza e il comandante di Marisupplog Gabriele Belfiore, che hanno scelto di condividere in prima persona il significato di una manifestazione fondata sui valori dell’inclusione, della partecipazione e del superamento dei propri limiti.
«Per il nostro Istituto la riabilitazione non si conclude con la dimissione del paziente, ma continua accompagnando ogni persona nella riscoperta delle proprie capacità, dell’autonomia e di nuovi obiettivi. Manifestazioni come questa confermano che lo sport è parte integrante del percorso riabilitativo e uno straordinario strumento di inclusione sociale», ha detto Lanza.
Un messaggio condiviso dall’intera direzione strategica che ha partecipato alla traversata (il direttore amministrativo Maria Felicita Crupi, il sanitario Marcello Nucifora, scientifico Angelo Quartarone); per loro, «il passaggio da paziente ad atleta paralimpico rappresenta la dimostrazione concreta del valore di un lavoro quotidiano fatto di assistenza, ricerca, innovazione e sostegno alla persona».
La traversata, disputata sia nella formula individuale sia in staffetta, ha visto fianco a fianco nuotatori con abilità diverse, accomunati dalla stessa sfida: attraversare lo Stretto di Messina abbattendo ogni barriera.
Sport e inclusione Tra i protagonisti anche l’ex pilota professionista Alex Mazzeo.


